Hardware Performance Sheet secondo EN16035, questo sconosciuto

Nel quadro normativo attuale esiste uno strumento poco conosciuto, che a mio giudizio ha grande importanza. Il suo nome è HPS, acronimo di Hardware Performance Sheet. È talmente importante che per definirne i contenuti, esiste una norma specifica a lui dedicata: l’HPS viene nobilmente trattato alla stessa stregua di un rapporto di classificazione. E’ la norma EN16035: “Hardware performance sheet (HPS). Identification and summary of test evidence to facilitate the inter-changeability of building hardware for application to fire resisting and/or smoke control doorsets and/or openable windows”.

Tradotto, ciò significa, testualmente, “identificazione e riassunto delle evidenze di prova per facilitare l’intercambiabilità di accessori costruttivi per applicazione a porte o finestre tagliafuoco o tagliafumo”.

Nella complessità normativa del settore delle porte, il normatore ha voluto ridurre per una volta la quantità di dati circolante, limitandola ad un sommario, per intenditori, ma non solo: è sufficiente seguire il ragionamento del normatore per comprenderne l’utilità.

Ecco come vengono rappresentate le relazioni fra norme nella EN16034, che, banalmente, è lo standard di prodotto per porte resistenti al fuoco ed al fumo:

EN16034

In questo quadro l’HPS si inserisce in qualità di elemento di discernimento, propedeutico alla redazione degli EXAP.

L’HPS assurge a carta di identità dell’accessorio relativamente alle sue performance.

Contiene infatti le informazioni che fanno sì che un laboratorio, che ha rilasciato un rapporto di prova su una specifica configurazione di porta, possa (tramite le EXAP – Extended Application) approvare quell’accessorio per una diversa tipologia di porta.

Ciò consente l’intercambiabilità degli accessori anche nel settore del tagliafuoco.

L’HPS è stato introdotto dalla EN 16035:2012. Lo scopo è quello di creare un documento per i produttori di accessori che abbia un format comune e che consenta di raccogliere informazioni di base. Il laboratorio di prova individuerà all’interno dell’HPS una o alcune evidenze di prova che paiono utili e le richiederà al produttore dell’accessorio. Una volta ottenute, il laboratorio analizzerà la fattibilità dell’Exap. Qualora l’Exap sia fattibile, il laboratorio procederà con l’emissione del rapporto delle applicazioni estese dei risultati di prova.

In altri termini, l’HPS è una raccolta organizzata di dati per permettere la corretta intercambiabilità dell’accessorio stesso, qualora questo abbia superato determinate prove.

Credo che un esempio pratico possa aiutare nella comprensione di questo strumento. Supponiamo, ad esempio, che un produttore di porte resistenti al fuoco esegua una prova secondo la norma EN 1634-1 su un suo prodotto. Poniamo che con il tempo sopraggiunga la necessità di utilizzare un accessorio alternativo. Chiaramente una risposta potrebbe essere testare un nuovo insieme con il nuovo accessorio. Ma la prova comporta tempi, costi ed incertezze tali che è stato costruito un impianto di strumenti per consentire, in alcuni casi, di evitarla. Lo strumento adatto per consentire questa modifica è l’Exap, l’Extended Application.

Le principali norme sono:

  • EN 15269-1 requisiti generali;
  • EN 15269-2 porte in acciaio;
  • EN 15269-3 porte in legno;
  • EN 15269-7 scorrevoli;
  • EN 15269-20 porte a tenuta di fumo.

La famiglia di norme EN15269 contiene, diversificate per ambiti (fuoco e fumi), materiali (legno o metallo) e tipologie (scorrevoli o battenti) una serie di regole che permettono di effettuare modifiche rispetto al campione provato.

Queste modifiche possono essere legate ai materiali, alle geometrie, alle tecniche costruttive, ed anche agli accessori impiegati. Queste regole sono la summa di esperienze di test reali in laboratorio, dato che in ognuna si nota come la possibilità di effettuare una determinata modifica non porterà ad una potenziale alterazione della performance del prodotto testato e classificato.

Genericamente, un produttore per una modifica di materiali o geometrie, propone la modifica al laboratorio di prova che ha testato la porta, eventualmente corredando la richiesta con ulteriori evidenze di prova richieste dalle stesse EXAP. Nel caso di presenza di più rapporti di prova, in laboratori accreditati, è facoltà del produttore scegliere indifferentemente uno dei laboratori di prova che hanno emesso i report usati come evidenze di prova nell’EXAP per studiare ed emettere l’EXAP e conseguentemente redarre il rapporto di classificazione estesa.

Abbiamo elaborato uno schema applicativo che Vi sottoponiamo, che rispecchia quanto riportato in uno degli annex della EN16035:

HPS

Abbiamo cercato di rappresentare dei ruoli:

  • Il produttore della porta (P1), che concede il consenso ad utilizzare il rapporto di prova al produttore dell’accessorio;
  • il produttore dell’accessorio che redige l’HPS, sulla scorta di tutte le evidenze concessegli dai produttori delle porte. (E qui potrebbe essere lui stesso titolare di evidenze di prova, in EN1634-1, EN1634-3, EN1634-2, EN1191);
  • Il produttore della porta (P2), che non aveva montato l’accessorio nella sua prova, ma vuole utilizzarlo.

Qualora la modifica riguardi un accessorio, la norma EXAP normalmente richiede che l’accessorio alternativo sia già stato testato in una porta simile.

Torniamo al nostro produttore di porte, P2. Se dovesse a questo punto procedere, dovrebbe far recapitare al laboratorio di prova che redarrà l’Exap, il report della sua porta (P2), e quello significativo per quell’Exap, dell’accessorio (P1). Su una porta simile, secondo quanto potenzialmente indicato dalla norma 15269 di riferimento. Sarà poi il laboratorio a valutare, con il report integrale sotto mano, e con l’autorizzazione all’uso da parte dello sponsor P1, se le evidenze presentate sono sufficienti e tali da concedere la modifica richiesta e lo farà, appunto, con il rapporto Exap e con il rapporto di classificazione estesa. Questo perché l’applicazione di una certa modifica potrebbe variare la performance, ad esempio la sola I.

Tornando all’esempio, consideriamo che un singolo accessorio potrebbe essere stato impiegato in molte prove ( P1, P1, P1, P1, P1, P1, P1, P1, P1, P1, P1, P1, P1, P1, P1, P1, P1, P1, P1, P1, P1, P1, P1, P1, P1, P1, P1, P1,… ok, smetto…) e quindi inserito in numerosi rapporti di prova.

Magari di porte che sono completamente diverse l’una dall’altra, da confrontare fra loro. Il primo parametro di confronto tra una porta e l’altra è la performance. Quanti minuti ha resistito per quanto riguarda la “E”, la tenuta, la “I”, l’isolamento? Non tutte le prove sono uguali. Purtroppo è facile generalizzare, ma la complessità è all’ordine del giorno. Abbiamo prove che potrebbero essere E120, ed I 30. Senza poi parlare di I1 e I2. Le versioni della norma di prova potrebbero essere diverse, ma questo potrebbe essere un problema minore. Altra questione, se la prova è stata fatta con doppia esposizione o meno. Questo per l’accessorio potrebbe essere determinante.

A parità di performance, bisognerà capire le caratteristiche principali della porta, come i materiali impiegati e lo spessore dell’anta e del telaio. Altro dato importante da capire, il peso di ante e telaio.

Inoltre, a quali prove l’accessorio, montato su una porta, è stato sottoposto. Ad esempio, se non va ad inficiare una prova fumi tipo Sa o Sm, o una prova ciclica. Tenete presente che non c’è una EXAP per le prove cicliche. Per quell’ambito, il normatore non ha saputo valutare l’intercambiabilità degli accessori, almeno per il momento. Ultimo punto, il livello di protezione, in termini di isolamento o con l’inserimento di guaine isolanti ed intumescenti, per l’installazione dell’accessorio. A corollario del tutto, se ci trovassimo in un ambito Middle East, che con l’Europa c’entra ben poco, alcuni laboratori sono riconosciuti in queste aree ma altri no.

Ad esempio, i nostri accessori Chemolli-Firebolt sono stati inseriti ormai in centinaia di rapporti di prova, e sono sempre più utilizzati.

Qui abbiamo solo alcune delle foto di porte testate con i nostri accessori: come vedete, sono tutte diverse ed effettuate in svariati laboratori.

HPS test

Pensiamo poi al laboratorio che dovrebbe analizzarli tutti, in cerca di similitudini… navigando tra report di laboratori diversi, magari anche in lingue diverse, a caccia di informazioni. Qualcuno dovrà pur pagare il suo tempo…

Sarebbe improbo fornire ad un laboratorio di prova TUTTI i report da analizzare e raffrontare in merito ai parametri sopra indicati.

Qui può efficacemente entrare in gioco l’HPS. Il laboratorio potrà selezionare i report significativi per la specifica attività, chiedendo solo quelli di interesse al produttore dell’accessorio. Il laboratorio poi analizzerà i singoli report per verificare se le condizioni indicate dalle EXAP vengano soddisfatte o meno.

Dal 2015 in Chemolli Fire abbiamo elaborato, e sono a disposizione dei nostri clienti, gli HPS per i nostri prodotti. Vediamo insieme alcuni estratti di un nostro HPS, per capire meglio lo strumento.

Nella tabella A1, l’accessorio viene definito. I dati riportati riguardano chi lo produce, come lo chiama, che cos’è, se c’è uno standard di prodotto applicabile e se ha una classificazione. Inoltre vengono riportate le dimensioni principali del prodotto ed eventuali richiami a schede tecniche.

HPS Chemolli

Nella tabella A.2 si fa riferimento alle tipologie di porte su cui è stato provato. Prima di tutto si citano i materiali, e il metodo di montaggio. Successivamente si riportano le tipologie di porte su cui è stato installato.

Tabella A.2 Chemolli
Tabella A.2

Nella tabella A3, vengono riportati i dati interessanti della singola prova (P1, …) relativi a: metodo di prova (es EN1634-1, EN1634-2, EN1634-3, EN1191, EN12605), numero del rapporto di prova, ente che lo ha emesso, classificazione.

La classificazione ha la forma che negli ultimi tempi tutti hanno imparato a conoscere, dove una porta potrebbe essere, ad esempio, EI145, EI230, Sa, Sm, C5.

Table A.3 Chemolli
Table A.3

Sempre nella tabella A3, arriviamo a vedere come era fatta la porta oggetto di prova, scoprendone misure, pesi, caratteristiche.

Tabella A.3
Tabella A.3

La tabella A3 viene poi ripetuta per tutte le evidenze di prova che il produttore dell’accessorio ha ritenuto riportare nell’HPS, in quanto significative.

Il problema è che l’HPS al momento è merce rara. Provate a cercarne uno su Google. Allo stato la maggioranza dei produttori di accessori, almeno per quanto di nostra conoscenza, ha qualche report – o peggio, parti di essi – di produttori di porte suoi clienti che gli sono stati dati in passato magari in fotocopia senza una specifica liberatoria (cosa che invece è specificatamente richiesta in norma per redarre un EXAP). Non ha nemmeno idea di quante e quali prove siano state effettuate con i suoi accessori, forse per un pregresso disinteresse sul settore specifico, o per un’incertezza di base che sicuramente possiamo comprendere.

La conoscenza delle performance ottenute dai propri accessori è assolutamente necessaria per la costruzione di un HPS con un minimo di utilità. Sarebbe come per un condottiero andare in guerra senza conoscere la reale quantità e tipologia delle proprie truppe…

Comprenderete a questo punto come sia strategico per un produttore di accessori riportare una vasta gamma di porte testate con varie performance, negli spessori minori possibili e con le misure maggiori possibili. Possibilmente da più laboratori di prova per potersi destreggiare fra potenziali differenti interpretazioni delle Exap. Se si trattasse di un accessorio qualunque, dovrei avere una matrice di evidenze come segue:

  • Installato su porte EI 30, 60, 90, 120;
  • In legno o metallo;
  • A battente, scorrevole;
  • Ad una e due ante;
  • Con dimensioni grandi;
  • Con bassi spessori;
  • Con pesi elevati.

Se pensate a sviluppare la matrice, per coprire tutte queste combinazioni, servono centinaia di evidenze. Va tenuto presente che un produttore di accessori potrebbe avere svariati modelli, appunto, di accessori. Una volta individuate, fra le evidenze a disposizione, quelle significative in un’ottica di gamma, vanno anche ottenute le liberatorie da parte degli intestatari – gli “sponsor” – per l’uso per eventuali EXAP.

Per questo credo che le evidenze di prova dei clienti siano utili, ma vadano colmate con ulteriori test – anche in EN1634-2 – a completamento della gamma da parte del produttore dell’accessorio, in quanto le esigenze e le tempistiche del produttore dell’accessorio non sempre coincidono con quelle del produttore di porte.

Per quanto il core business di Chemolli Fire sia il test dedicato in larga scala, che amiamo fare, possiamo fornire supporto e conoscenza ai produttori di accessori per raccogliere le evidenze di prova, redarre gli HPS e predisporre potenziali Exap da far finalizzare a laboratori di prova.

È un lavoro lungo, complesso, importante: non facile. Fortunatamente se aveste bisogno di professionisti in grado di effettuarlo, sappiate che potrete rivolgervi a Chemolli Fire.

Avatar
Informazioni su Eros Chemolli 17 Articoli
Sono Eros Chemolli. Il mio lavoro in due parole: "brucio porte". Sono figlio d'arte e continuo a fare ciò che mi ha insegnato mio padre, ma con l'ottica moderna ed internazionale di cui necessitano i miei clienti.